Questo sito è dedicato allo sviluppo e alla pratica della scrittura creativa in tutte le sue forme e comprende l’analisi critica di vari mezzi espressivi, dalla narrativa alla musica, dal cinema al teatro, passando per altre forme che fin troppo spesso sono considerate minori: la televisione e il fumetto.

RECENSIONI   /   cinema   /   John Carter: il film d’avventura del 2012?

(giovedì, 8 marzo 2012)

Incominciamo a dare un’utile indicazione agli anglofoni: il romanzo di Edgar Rice Burroughs da cui è tratto John Carter è disponibile e gratuito su internet e si può trovare nella biblioteca virtuale del progetto Guthenberg sotto vari formati , tra cui i più utilizzati dagli e-reader tipo Kindle o Ipad.

Come suggerisce il titolo, si può dire che John Carter sia il film d’avventura del 2012? Forse è presto per fare simili valutazioni, ma senza dubbio John Carter è un ottimo candidato. Siamo di fronte ad un film che potrebbe essere definito la “solita americanata”, e proprio per questo vorrei invitare a non lasciarsi andare a valutazioni così superficiali. Dall’alto della nostra presunta superiorità europea tendiamo a sminuire il lavoro degli sceneggiatori d’oltre oceano, mentre in realtà dimentichiamo che sotto molti aspetti loro sono i veri eredi della tradizione narrativa occidentale. Ad esempio, chi scrive negli Stati Uniti ai livelli più alti, conosce a memoria la Poetica di Aristotele e l’ha interiorizzata a tal punto da praticarla anche senza pensarci.

John Carter è un film sontuoso, pieno di azione, di trovate di panorami esotici e di personaggi pittoreschi. Oltre tutto è anche diretto con grande sensibilità e capacità, particolari tutt’altro che scontati. Da un punto di vista della scrittura si può dire che in realtà sia molto più di tutto questo. John Carter, messo in termini molto semplici, è il western che incontra Aristotele. Carter è l’eroe solitario l’eterno cavaliere che non ha più una causa per cui combattere, che si trova trasportato in una realtà  non familiare. Su Marte però diventa molto di più. Poiché sulla Terra la gravità è maggiore che su Marte, Carter per via della sua maggiore densità ossea, appare dotato di poteri sovraumani, in grado di renderlo un personaggio leggendario sotto ogni punto di vista. Il romanzo da cui è tratto il film ha come punto di vista il protagonista: egli stesso racconta la propria storia. Nella pellicola la prospettiva è globale, anzi interplanetaria, ed è proprio qui che entra in ballo Aristotele. Nella tragedia greca ciò che muove le fila è un’entità invisibile che muove come un meccanismo a orologeria i fili del destino. Nessuno può ribellarsi al Fato e le sue ragioni sono imperscrutabili. I Tern, misteriose entità che manovrano dietro le quinte di Marte, qui ricoprono proprio la funzione del destino. John Carter diventa il fattore imprevisto e imprevedibile, il granello di sabbia che blocca un meccanismo colossale con la sua semplice presenza nel luogo e nel momento giusto.

Naturalmente un film d’avventura non può diventare davvero una tragedia, e l’eroe deve avere la possibilità di sconfiggere il destino. Tuttavia nelle premesse ci sono tutti gli elementi classici in grado di provocare passioni e coinvolgimento veri.

Tutto questo in un film per ragazzi. Chapeau agli americani.

 

Condividi condividi su Del.icio.us condividi su Digg


 

RISPONDI


5 + 9 =

RECENSIONI PRECEDENTI

notizie cinema teatro musica scrittura