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scrittura   /   La storia di Jennie Nash, passata dall’editoria tradizionale all’autopubblicazione

(giovedì, 24 gennaio 2013)

Dopo aver parlato per un po’ di autopubblicazione, vi propongo una storia leggermente diversa. Vi consiglio caldamente di leggere questo articolo (in inglese). In questo caso ci troviamo davanti al passaggio inverso: un’autrice che aveva pubblicato il suo terzo romanzo per la Penguin (stiamo dunque parlando di una delle case editrici top al mondo), ha deciso di passare da autrice riconosciuta e prestigiosa (almeno sulla carta) ad autrice completamente autonoma. La ragione è spiegata molto eloquentemente: “mi sentivo un’autrice da metà catalogo, che riceveva metà dell’attenzione che sentivo di avere, e questa metà stava iniziando a sembrare una specie di purgatorio”.
Una volta passata dall’altra parte, Jennie Nash (questo il suo nome) si è accorta di 5 difficoltà che ha incontrato e che chi si autopubblica conosce molto bene:

1) Ha sottovalutato la legittimazione data da un editore tradizionale
2) Ha sottovalutato l’eccitazione di avere il pieno controllo della propria opera (e la paura).
3) Ha capito perché tutte le sue copertine le sono sempre sembrate una specie di compromesso
4) Ha sopravvalutato la sua capacità di vendere libri
5) La gioia di mettere un libro nelle mani di un lettore è assoluta

5 punti che vi consiglio di leggere in questo articolo, prezioso non solo per chi passa da autore tradizionale ad autore autonomo, ma anche per chi “nasce” come autore autopubblicato.

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