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scrittura   /   Blocchi dello scrittore: il rapporto creatore – revisore

(venerdì, 18 maggio 2012)

Immaginiamo di trovarci in un ambiente di lavoro al giorno d’oggi, in un ufficio qualunque. Ormai gli uffici si somigliano un po’ tutti, ci possono essere dei dettagli o delle variabili architettoniche, ma alla fine tutto si riduce a scrivanie, computer e riunioni più o meno produttive, più o meno inutili. Un bel giorno due colleghe vengono assegnate a uno stesso progetto: definire i sogni, le aspettative e le paure della loro generazione per intervenire nel loro campo di appartenenza (qualunque esso sia). Hanno già compiuto un lavoro di ricerca molto esteso e ora sono nella fase di stesura del progetto. Tutto rose e fiori, si potrebbe dire. Invece le cose non vanno bene. Le due donne assegnate al progetto hanno personalità molto diverse. Diamo loro dei nomi per rendere più chiaro cosa sta succedendo. Lena è una sognatrice: è piena di idee, di ispirazioni, di intuizioni, la sua immaginazione lavora continuamente, anche al di fuori dell’ufficio. Matilde invece osserva, giudica ed è bravissima a dire solo una cosa: “no”. Lena e Matilde possono lavorare insieme in maniera costruttiva? Come direbbe Matilde, la risposta è “no”. Un capo poco accorto potrebbe dire: diamo a Lena tutti gli strumenti per lavorare ed escludiamo Matilde dal progetto. Questa sarebbe una soluzione pessima, perché la funzione di Matilde è importante quanto quella di Lena, ma non nella fase di prima stesura del progetto.

Adesso proviamo a trasferire questo scontro all’interno del nostro cervello. Quando scriviamo, anche noi abbiamo nella nostra testa una Matilde e una Lena. Lena corrisponde alla parte creatrice, è la parte che ci sta più simpatica, cui vogliamo più bene. In fondo, nell’esempio di prima, immagino che avrai nutrito un’immediata simpatia per Lena, e un’antipatia altrettanto immediata per la povera Matilde, che nel nostro intelletto si occupa di revisione e censura. Per questo dice sempre di no.

Quando scriviamo, assistiamo continuamente allo scontro fra Lena e Matilde. Lena propone, tira fuori idee, osa. Matilde dice “questo è stupido”, “è stato già fatto”, “è privo di senso”, “non andrà da nessuna parte” e chi più ne ha più ne metta. L’utilità dell’aspetto censorio è importante (può proteggerci da noi stessi!), purché non paralizzi completamente l’attività della povera Lena. Il problema è che Matilde ha proprio come massima aspirazione quella di mettere i bastoni tra le ruote di Lena. La conseguenza è il blocco dello scrittore, la paralisi completa dell’attività. Quale può essere la soluzione, cosa puoi fare? Un bel mattino, alzati, fai una doccia, fai colazione, mettiti davanti al computer o al foglio di carta, e manda Matilde a prendersi un bel caffè. Anzi, dalle l’intera giornata libera. Non accettare un “no” come risposta: devi essere molto ferma su questo punto. Tranqullizza Matilde dicendole che potrà rivedere il lavoro di Lena al suo ritorno. Intanto Lena potrà lavorare tranquillamente senza avere il fiato sul collo da parte di nessuno. Per Lena sarà una giornata bellissima, un giorno di libertà: il capo non c’è e finalmente sono libera di lavorare tranquillamente, ah! Quando Matilde tornerà, si troverà una serie di proposte formulate in maniera coerente e concreta e ti assicuro che troverà sicuramente qualcosa che le piace e che la sorprende. In fondo Matilde non è irragionevole e qualche volta sa anche dire “sì”.

Cosa può insegnare a uno scrittore questa storiella? Creazione e revisione non lavorano bene insieme. Anzi, una loro sinergia può bloccare completamente uno scrittore. Devono lavorare non solo separatamente, ma uno per volta. In fase progettuale, la creazione sarà costantemente disturbata da una revisione invadente e censoria. In fase di controllo, la revisione sarà attaccata da una creazione che cerca di difendere a oltranza il proprio operato. Ciascuno di noi ha entrambi gli aspetti, e la loro tenacia nel difendere la propria “mansione” può variare da persona a persona. Qualcuno di noi può avere un creatore di carattere e altri invece un revisore dalla personalità spiccata. Con un po’ di esercizio di consapevolezza è possibile identificare l’intervento dell’uno e dell’altro e chiedersi: sto creando o sto controllando? Dare a ciascuno la mansione più corretta porta al successo di ogni impresa, e questo vale anche per la scrittura.

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un commento

  • 4 regole per affrontare un progetto di scrittura | Mauro Corso, attore e scrittore
    il 14 marzo 2013 alle 10:44 ha scritto:

    [...] valutazione. Questo vuol dire che è inutile provare a far lavorare creatore e revisore insieme. In questo articolo spiego il perché. Intanto scrivete. Ci penserete [...]

 

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