Questo sito è dedicato allo sviluppo e alla pratica della scrittura creativa in tutte le sue forme e comprende l’analisi critica di vari mezzi espressivi, dalla narrativa alla musica, dal cinema al teatro, passando per altre forme che fin troppo spesso sono considerate minori: la televisione e il fumetto.

scrittura   /   Scrivetemi pure, io vi rispondo

(mercoledì, 13 marzo 2013)

Una volta una persona che conosco mi ha detto “scrivo per me stesso”. Non è un atteggiamento sbagliato di per sè, il problema è che scriveva articoli per siti specializzati. E’ giusto scrivere quello che ci preme, quello che riteniamo necessario, quello che è dentro di noi e scalpita per uscire, ma nel momento in cui rendiamo pubblico il nostro scritto, dobbiamo avere un occhio di riguardo per chi ci ascolta, e ascoltare a nostra volta.

Qualche volta c’è qualcuno che lascia un commento ai miei articoli. Altre volte qualcuno mi scrive in privato, per farmi una domanda, per chiedermi un consiglio o magari solo per avere un piccolo incoraggiamento. Rispondo sempre a tutti. In primo luogo è una questione di buona educazione. Anche io ogni tanto scrivo a qualcuno che ha scritto qualcosa di interessante e magari scrivo anche solo una riga per dire “grazie”. Se non ricevo anche solo una riga per dire che il mio messaggio è stato letto, apprezzato o disprezzato, ci resto un po’ male. Fortunatamente non mi è capitato molto spesso.

Uno studio riporta che il 42 per cento degli utenti che rivolgono una domanda tramite un social media, si aspetta una risposta entro un’ora. Naturalmente stiamo parlando di grandi marchi, non di “maurocorso.it”, ma è interessante notare come la percezione del rapporto fra utenti e marchi si stia trasformando, stia diventando più immediato e meno formale.

Spesso ho la sensazione che in Italia si risponda alle mail troppo a rilento e che a volte non si risponda affatto, e questo è una grave mancanza di rispetto nei confronti di altri esseri umani. Anche una sola riga, ma che dico, anche una sola parola è meglio di niente.

Torno alla mia esperienza personale. Ogni tanto, come dicevo, qualcuno mi scrive. Rispondo sempre, e in tempi molto brevi. Ogni singola volta ho ricevuto una mail in cui nella prima riga era presente la frase “non mi aspettavo che mi avresti risposto!”, o varianti. Naturalmente questa frase si può tradurre con “speravo che mi avresti risposto, ma non ci credevo fino in fondo”, altrimenti perché scrivere, tanto per cominciare. E’ una reazione che capisco, visto che in Italia si risponde raramente alle mail, ma che non condivido.

Per cui, se volete scrivermi, io sono qui: vi ascolto e vi risponderò al meglio delle mie possibilità, e se mi farete una domanda a cui non saprò rispondere, vi dirò con semplicità di non avere una risposta.

Troppo spesso scriviamo su internet e dimentichiamo che ci sono persone in carne e ossa che leggono e che quando si prendono la briga di scriverci è perché le abbiamo “raggiunte” in qualche modo. Non rispondere a una richiesta di una persona che abbiamo “raggiunto” è peggio di un gesto maleducato: è un vero e proprio tradimento.

E a voi capita mai di scrivere una mail e di non ricevere risposta? In quali contesti? E cosa fate in quei casi?

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10 commenti

  • Maria Teresa
    il 10 settembre 2013 alle 8:35 ha scritto:

    Buongiorno! Ho scoperto questo sito per caso cercando materiale sulla scrittura creativa ed ora, da qualche giorno, ogni tanto ritorno per leggere, riflettere, sorridere … e non solo. Sì, ho visto le sue foto, ma è un particolare marginale (non mi fraintenda). La vera immagine che associo a lei è quella che si è creata nella mia mente man mano che leggevo i suoi articoli. Sicuramente vivrà in tutt’altra parte, e ovviamente non mi interessa saperlo, ma io la vedo nella sua casa e la sua casa non può essere che in pieno Rione Monti, magari dalle parti di Via Urbana. Sento un piacevole aroma di caffè che si insinua nelle stanze … niente cialde o simili … guai a chi le tocca la sua Moka da due tazze! L’arredamento è moderno ed essenziale, ma qualche oggetto sparso qua e là in un disordine voluto e un paio di mobili l’aiutano a sfogliare pagine del passato. E l’ukulele sta lì al suo posto, pronto ad essere ancora una volta il suo complice e la voce dei suoi pensieri.
    Al di là di tutto ciò, è stato veramente un piacere imbattermi in lei e mi auguro di poter continuare a “leggerla” … con (e in) tutti i sensi :)
    Maria Teresa

  • mauro
    il 10 settembre 2013 alle 10:24 ha scritto:

    Cara Maria Teresa, la ringrazio delle sue parole, un vero e proprio esercizio di scrittura creativa. Fino a questo momento non mi ero mai posto il problema del tipo di immagine che potessi dare attraverso le mie parole… e non mi ero reso conto di formare un quadro così “aristocratico”, se mi passa il termine. Ovviamente, per rispettare i suoi desideri, non dirò nulla sull’accuratezza delle sue ipotesi… e anche se fossero tutte inesatte, avrei il privilegio di abitare in una casa immaginaria, cosa che non è da tutti ;)

  • Maria Teresa
    il 10 settembre 2013 alle 12:44 ha scritto:

    Caro Mauro, la sua parte immaginaria, il Personaggio, continua a muoversi e ad agire in quello spazio dove l’ho collocata e dove mi sono affacciata come spettatrice discreta (spero) e sorridente. Devo dire comunque che la realtà mi ha piacevolmente sorpreso: ma allora è proprio vero … lei risponde!!! Triste a dirsi, questa che dovrebbe essere una normalissima forma di comunicazione, una strada a doppio senso, spesso si riduce ad un penoso senso unico. Mi permetta di usare la parola STIMA nei suoi confronti… ;)

  • mauro
    il 11 settembre 2013 alle 8:50 ha scritto:

    Devo dire però che in molti casi è una normale forma di comunicazione. Mi è capitato qualche volte di scrivere a blogger o autori (per lo più statunitensi) e mi è capitato davvero molto raramente di non ricevere risposta. Anche in Italia comunque capita di avere risposte a commenti lasciati su blog, a patto che non siano aperte provocazioni o insulti ovviamente…! Per tutti gli altri, peggio per loro, non hanno ben compreso le potenzialità di mezzi come questo, quello che si può dare e quello che si può ricevere in termini umani.

  • Maria Teresa
    il 11 settembre 2013 alle 10:43 ha scritto:

    Approvo e sottoscrivo. Se me lo permette e se le fa piacere, ogni tanto proverò ad entrare nella casa immaginaria dove l’ho collocata. Magari davanti ad un caffè fatto rigorosamente con la sua Moka, l’ascolterò volentieri (anche mentre suona il suo Ukulele) e, a mia volta, condividerò con lei le mie piccole esperienze nel campo della scrittura.
    Buon tutto!!!
    Un sorriso,
    Maria Teresa

  • Maria Teresa
    il 11 settembre 2013 alle 12:42 ha scritto:

    PS _ Considerazione suggerita dal mio migliore amico quadrupede: la non-risposta è una chiara forma di risposta …”non mi interessi, tutto qui!” BAU, Bilbo

  • mauro
    il 11 settembre 2013 alle 14:00 ha scritto:

    Oppure è semplice maleducazione :)

  • piro
    il 12 giugno 2014 alle 10:22 ha scritto:

    grazie,
    ho trascorso una bella ora in compagnia delle sue pagine.
    D’ora in poi cercherò anch’io la collaborazione della mia mandola per scrivere. Debbo costruirmi un gancio per fissarla alla sedia… in legno?

  • mauro
    il 13 giugno 2014 alle 17:21 ha scritto:

    Grazie! L’importante è darsi sempre degli obiettivi ragionevoli, anche piccoli, anche solo di scrivere una paginetta a settimana, e poi aumentare a due a settimane… finché poi non ci si ritrova a scrivere quotidianamente. Ognuno deve trovare il proprio modo, non c’è un sistema valido per tutti.

  • piro
    il 23 giugno 2014 alle 4:50 ha scritto:

    ho acquistato un gancio da macellaio che va bene per appendere la mandola. Mi aiuta anche a ricordare la frase di Hemingway (si scrive così?)
    ci si siede e si scrive, o meglio…, ci ci siede e si sanguina
    ora debbo battere internet alla ricerca di spartiti di melodie facili

 

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