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scrittura   /   Le alternative di chi vuole pubblicare il proprio manoscritto

(mercoledì, 23 gennaio 2013)

Ok, ora hai completato il tuo manoscritto. Ci hai sputato sangue e veleno per mesi o anni, ci hai lavorato nei ritagli di tempo oppure hai dato tutto quello che avevi in un margine temporale molto ristretto. Hai vissuto in prima persona le gioie e i dolori di dozzine di revisioni, ripensamenti, aggiustamenti di trame, intrecci, personaggi, ambientazioni e altri particolari che hai affinato alla luce di notti insonni di interminabili ricerche. Alla fine hai il tuo prodotto finito. Magari lo hai fatto persino leggere a una cerchia ristretta di conoscenti e il risultato è stato incoraggiante. Lo so, non ci si può fidare di queste cerchie ristrette fino in fondo, ma parti dal presupposto che ti abbiano detto la verità, e non hai ragione per non fidarti di loro. A questo punto quali sono le tue alternative per vedere il tuo manoscritto pubblicato in forma adeguata alle tue aspettative? Questo a prescindere dal fatto che tu pensi di vendere 10, 100 o 10.000 copie.

Vediamo brevemente quali sono le alternative date dal mercato al giorno d’oggi.

- Editoria tradizionale

La trafila è abbastanza nota ed è molto semplificata rispetto al passato. Per prima cosa devi fare un’indagine di mercato per individuare la casa editrice più rispondente al tipo di libro che hai scritto. La cosa più semplice è visitare il sito delle case editrici più rispettabili, vedere se accettano manoscritti e verificare che il catalogo abbia un’offerta simile alla vostra proposta. Alcune case editrici si aspettano l’invio del manoscritto per intero, altre vogliono un estratto magari di pochi capitoli mentre altre ancora preferiscono avere solo una proposta editoriale. La proposta editoriale è una scheda sintetica che contiene i dati tecnici del vostro manoscritto: una vostro nota biografica, una breve presentazione e una sinossi, cioè un riassunto del vostro lavoro. Quest’ultimo deve essere un riassunto completo, non è l’anteprima che finirà nella quarta di copertina. Per finire metti tutti dati per essere contattati: nome, indirizzo, numero di telefono, posta elettronica, skype, sito personale. Alcune case editrici ormai permettono di inviare il materiale online. Altre invece ricorrono alla posta tradizionale. In generale la raccomandata non è gradita, quindi adattati alla normale posta prioritaria.  Nessuna casa editrice restituisce il materiale inviato. In caso di dubbi conviene sempre fare una telefonata e verificare se effettivamente accettino manoscritti. In questo modo ridurrai la perdita di tempo e denaro. Fatto questo, devi solo aspettare. Molte case editrici scrivono chiaramente che ci sarà una risposta solo in caso di esito positivo. In altre parole, se il tuo manoscritto non gli piace, non si degnano neanche di fartelo sapere. In ogni caso ricorda: una casa editrice seria non chiederà mai un contributo. Su Twitter c’è un censimento delle case editrici che non richiedono un contributo. L’elenco è facilmente consultabile presso questo sito.

- Servizi editoriali (vanity press)

Alcune sedicenti case editrici spesso non esaminano neanche il manoscritto che avete inviato e ti fanno un’offerta quanto meno indecente. Alessandro Cimarelli, autore del Sogno della tartaruga, racconta le sue esperienze in questo articolo del suo sito. In poche parole il costo dell’intera operazione editoriale ricade sulle spalle dell’autore, mentre la casa editrice non corre nessun rischio. Per questo non legge neanche il manoscritto: come si dice a Roma, che je frega? Scarta con decisione queste offerte, nel panorama editoriale odierno sono davvero obsolete e prive di senso.

- Autopubblicazione in formato elettronico

E’ la formula più conveniente. Ci sono molti servizi come Youcanprint piuttosto che ilmiolibro, lulu o narcissus.me che hanno offerte molto vantaggiose e possono persino assegnare il numero ISBN per pochi euro (Narcissus per 4 euro). La cosa che costa di più è la conversione da un formato word a formato ePub, il più usato dai lettori di libri elettronici. Se hai intenzione di scrivere più di un libro ti consiglio caldamente di acquistare Scrivener, che ti permette la conversione in vari formati: PDF, ePub, mobi (il formato usato da Kindle) e molti altri. Per 40 dollari è un investimento. Se calcoli che molti di questi servizi chiedono 0.60 euro per cartella editoriale, già un volume di dimensioni modeste supera di gran lunga il costo di Scrivener. Queste piattaforme hanno il vantaggio di distribuire il vostro libro su numerose librerie elettroniche, inclusi Amazon, iBook, Kobo e molte altre. Va detto che la semplice esistenza in una libreria virtuale non dà garanzie di vendita. Il lavoro promozionale lo devi fare comunque tu.

- Case editrici elettroniche

In realtà per il momento non ne vedo il senso. Molte case elettroniche accettano più o meno tutto e questo è davvero controproducente se si considera che l’unico valore aggiunto che può avere una casa editrice elettronica è un livello estremamente alto di qualità e rispettabilità. Al momento però le case editrici non sembrano darsene per inteso. Alcune poi danno delle royalty molto inferiori ai servizi che ho citato nel paragrafo precedente. Non so se ci sono case editrici famose che hanno una divisione unicamente elettronica. Potrebbe essere una buona soluzione per proporre autori nuovi e interessanti senza avere costi (e cioè rischi economici) eccessivi.

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